lunedì, 24 Giugno 2024

La Lagarde ruggisce, l’America ancora di più

Sommario

Christine Lagarde conferma che alzerà i tassi a luglio, poi spera che le aziende riducano i margini per far spazio agli aumenti salariali perché in caso contrario – quindi altri ritocchi ai prezzi di vendita – l’inflazione sarebbe ancora al 3% nel 2025 e lei dovrebbe portare il costo del denaro a vette mai viste. In Canada però, dove il carovita scende al minimo da due anni, emerge che il costo sugli interessi dei mutui, legati alla stretta della banca centrale, è salito del 30% in un anno. Sembra di capire che le banche centrali vogliano comunicare di rimanere aggressive, ma in cuor loro non vedono l’ora di cambiar rotta, come scommettono gli investitori in titoli di stato: il prezzo del decennale italiano in un mese è salito del 3,5%. A spezzare l’incertezza arriva il dato dei nuovi ordini di beni durevoli fabbricati negli Stati Uniti: +1,7% mensile, ben oltre le aspettative. Segno che la recessione può attendere. E così gli indici, che ballavano intorno allo zero fino a metà pomeriggio, puntano in alto. Piazza Affari finisce la sua corsa a +0,58%.

Ferretti sbarca in sordina

Ferretti sbarca a Piazza Affari, direttamente da Hong Kong, senza i fuochi d’artificio. Partita in rialzo, finisce la seduta in calo dello 0,67%. Saipem riparte dopo la firma di due importanti contratti off-shore. Rialza la testa Poste (+2,4%) che promette un incremento del dividendo. Ancora su Unicredit, che da inizio mese ha fatto un balzo del 14% e trascina l’intero settore bancario

Ferrari al top

Lunedì comincerà la terza tranche di buy-back di Ferrari. Altri 200 milioni, dei 2 miliardi previsti fino al 2026, sul mercato per comprare azioni fino a ottobre. Finora il buy back ha superato i 350 milioni agevolando il titolo del Cavallino rampante a toccare il massimo storico a 284 euro.

L’elettrico si spegne

L’americana Lordstown Motors, produttore statunitense di camion elettrici, ha presentato istanza di protezione dalla bancarotta, il famoso Chapter 11 statunitense, annunciando anche una causa contro il colosso taiwanese Foxconn, che avrebbe dovuto investire nella società 170 milioni di dollari, mai arrivati. Il titolo Lordstown a Wall Street era arrivato a valere 350 dollari l’1 gennaio 2021. Oggi perde oltre il 30%, dopo aver toccato un -65%, ed è scambiato a circa un paio di dollari. ©

Classe 1977. Giornalista. Lavoro all’agenzia di stampa Green Economy Agency, dove seguo il mercato dell’energia e non solo. Ex vicedirettore di Libero. Da sempre appassionato di economia e finanza, su il Bollettino scrivo la rubrica “Buy Buy, cosa succede in Borsa”, dove racconto gli spunti della seduta appena conclusa e segnalo appuntamenti e possibili titoli da seguire per il giorno successivo.