giovedì, 23 Maggio 2024
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cioccolato

Il gelato al cioccolato sarà un lusso, la colpa è del cacao. Uno degli ingredienti più amati dagli italiani è sempre più raro e i prezzi toccano punte mai raggiunte dal 1985. Quest’anno il valore dei futures del cacao di Londra sono aumentati di oltre il 32% rispetto allo scorso anno. Maggio si è chiuso con un incremento dei prezzi del 3,8% rispetto allo stesso mese del 2022. A fine giugno, la materia prima ha raggiunto il picco record da 46 anni a questa parte. Di fatto, ad oggi è uno dei migliori investimenti al mondo. Il lato negativo è che il boom rischia di far aumentare ancora di più i prezzi del cioccolato, in crescita negli ultimi mesi. Basti pensare che in Nord America sono già cresciuti del 20% rispetto al 2021, secondo la società di ricerche Circana.

Il caro cioccolato è alle porte

La ragione principale del caro cioccolato è che si prevede che nei prossimi mesi la domanda sarà maggiore dell’offerta. Infatti, si stima che a livello mondiale la richiesta durante la stagione estiva supererà la produzione di ben 142.000 tonnellate, che equivalgono a circa 355 milioni di chili di barrette di cioccolato. Se così fosse, le scorte potrebbero diminuire dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2022, perdendo 1,6 milioni di tonnellate, stando alle previsioni dell’Organizzazione Internazionale del Cacao. Perché c’è scarsità di cacao?

Le ragioni della scarsità di cacao

La guerra in Ucraina è tra i principali responsabili della carenza di cacao, sebbene in maniera indiretta. L’invasione russa ha provocato un aumento del costo dell’energia e del timore di rimanere senza scorte di gas. Motivo per il quale i produttori di cioccolato europei hanno effettuato meno ordinazioni, in previsione di ridimensionamenti e chiusure delle fabbriche. Tuttavia, l’Europa è riuscita a compensare i minori flussi in arrivo da Mosca e ha superato l’inverno.

«All’improvviso tutti si resero conto che l’economia sarebbe andata bene e che non avevano abbastanza fave di cacao. I prezzi hanno iniziato a salire lo scorso settembre e si sono attestati su un trend di rialzo costante», ha detto Shawn Hackett, Presidente di Hackett Financial Advisors.

Inoltre, a causa del conflitto anche il prezzo dei fertilizzanti è salito, spingendo diversi coltivatori a ridurne l’utilizzo. Un fenomeno particolarmente evidente in Costa d’Avorio, dove le ultime coltivazioni si sono distinte in negativo per la scarsa qualità. La media di fave prodotte ogni 100 grammi ha raggiunto la cifra di 120, 20 in più rispetto alla quantità preferita dagli esportatori, secondo l’Organizzazione internazionale del cacao. Altre materie prime hanno visto aumenti importanti, ad esempio il caffè e lo zucchero, i cui futures sono quasi a livelli record.

Il clima rende il cioccolato più caro

Il clima gioca un ruolo cruciale nel caro cioccolato. Il 75% del cacao consumato nel mondo proviene da quattro Stati dell’Africa Occidentale: Costa d’Avorio, Ghana, Camerun e Nigeria. La siccità e il caro fertilizzanti hanno già avuto un impatto importante sulla produzione di questi Paesi. A queste problematiche si aggiungono anche gli eventi climatici estremi, sempre più frequenti e devastanti. L’ultimo in ordine cronologico è El Niño, fenomeno che ha contribuito a ridurre in maniera sensibile la resa delle colture in Africa occidentale.

«Questa situazione metterà pressione sui produttori di cioccolato in termini di redditività. Vogliamo assicurarci che il nostro prodotto sia a un livello accessibile a tutti, per questo motivo ad ottobre abbiamo deciso di tagliare i prezzi», ha detto Pascal Baltussen, Responsabile della sostenibilità delle operazioni presso Chocolonely.

Le conseguenze

Domanda in crescita, problemi di produzione ed eventi climatici sono gli avversari principali del cioccolato, una filiera che dovrebbe raggiungere 200,4 miliardi di dollari entro il 2028 con un CAGR del 4,8%, secondo le stime. Quali conseguenze hanno questi fattori? Lo scambio di semi di cacao si è invertito, ora sono gli acquirenti a cancellare gli ordini e si dimostrano più cauti prima di firmare contratti di acquisto a lungo termine, secondo Javier Lastanao, trader senior di Londra-based Quanton Commodities.

Una situazione che ha determinato un calo delle spedizioni di semi di cacao in Costa d’Avorio, primo produttore al mondo, che sono scese fino a 2,1 milioni di tonnellate, il 4,8% in meno rispetto all’anno precedente. Al contrario, le macinazioni, indice della domanda di cioccolato, lo scorso anno sono aumentate a dismisura in termini di volumi sia in Europa sia in Asia.

«Tutti sono molto nervosi, soprattutto gli acquirenti. Con questa situazione di prezzo, adottiamo un approccio più conservatore all’acquisto», ha detto Lastanao.

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