lunedì, 15 Luglio 2024

Considerando l’instabilità geopolitica, ha senso investire nel settore della difesa? (Nicola, Caserta)

Il conflitto originato dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha rimesso in discussione equilibri geopolitici che si ritenevano consolidati da decenni e questo comporterà nei prossimi anni un aumento degli investimenti nel settore della difesa. A questo proposito ci si può chiedere se l’incremento nella spesa militare non costituisca una opportunità per chi può investire nei titoli delle aziende collegate a questo settore.

I progetti pluriennali della Difesa

Guardando agli ultimi mesi le aziende hanno inizialmente registrato un rialzo all’inizio della guerra, ma nei mesi successivi hanno ceduto i guadagni. È probabile che il conflitto aumenti le vendite di prodotti bellici negli anni a venire, grazie al rifornimento di armi inviate in Ucraina e al fatto che gli alleati europei cercheranno di potenziare le proprie forze militari. Ma gli investitori devono capire che i progetti in questo campo tendono ad avere calendari pluriennali. Qualsiasi aumento delle vendite a breve termine derivante dal conflitto non sarà probabilmente di grande entità.

Ricerca e sviluppo

I grandi appaltatori della difesa tipicamente ottengono margini di profitto maggiori dalle attività di ricerca e dallo sviluppo di nuovi sistemi d’arma avanzati rispetto alla vendita immediata di missili o munizioni singole. Ne consegue che, paradossalmente, se i governi dovessero ridurre i fondi destinati alla ricerca per destinare maggiori risorse al finanziamento delle attività più immediatamente collegate al conflitto, si potrebbe osservare anche un impatto negativo sulle azioni collegate alla difesa.

L’elenco di questi titoli non comprende solo produttori di armi, ma anche società di servizi che gestiscono reti informatiche, inventari e altri compiti per le agenzie governative. I titoli della difesa, come quelli delle aziende industriali, tendono ad essere più lenti rispetto ai titoli tecnologici o biotecnologici ad alto rendimento. Ne consegue che sono più adatti agli investitori orientati al reddito che cercano una crescita costante e dividendi in aumento rispetto a forti aumenti nella valutazione.

Esiste un consenso abbastanza diffuso sulla crescita degli investimenti nella difesa e sul beneficio potenziale che potrebbero trarne le aziende che operano in questo settore; tuttavia, selezionare i titoli e il timing su cui investire potrebbe essere complicato. Per ovviare a questo inconveniente, chi volesse assumere un’esposizione sul settore può procedere con piani di acquisto graduali in prodotti di risparmio gestito come ETF e Fondi comuni di investimento. ©

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Risposta a cura di Massimo Famularo, La finanza in soldoni

Laureato in Economia, Diritto e Finanza d’impresa presso l’Insubria di Varese, dopo un'esperienza come consulente creditizio ed un anno trascorso a Londra, decido di dedicarmi totalmente alla mia passione: rendere la finanza semplice ed accessibile a tutti. Per Il Bollettino, oltre a gestire la rubrica “il punto sui Mercati”, scrivo di finanza, crypto, energia e sostenibilità. [email protected]