giovedì, 23 Maggio 2024
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Metaverso

L’Unione Europea mette in campo la strategia 4.0 per rilanciare il Metaverso, ma gli investimenti scarseggiano. Ancora oggi, le Startup che realizzano piattaforme incentrate su questa tecnologia trovano difficoltà ad accedere al credito in Europa. E i fondi che arrivano dalla finanza e dagli aiuti comunitari al massimo raggiungono i 5 milioni di euro. In Asia, invece, i fondi a disposizione possono essere anche 15/20 milioni di euro. Gli obiettivi della strategia delineata dall’UE sono diversi: responsabilizzare le persone e rafforzare le competenze, sviluppare un ecosistema industriale europeo, sostenere il progresso sociale e i servizi pubblici virtuali, definire una nuova governance globale del Web e dei mondi virtuali. Il piano sarà sufficiente a dare una spinta significativa al Metaverso? «L’Europa ha molte delle risorse e delle competenze necessarie per realizzare la strategia 4.0. Di conseguenza, il successo dipenderà dalla sua capacità di affrontare le sfide esistenti, promuovere l’innovazione e garantire una collaborazione efficace tra i paesi membri. La tempistica esatta per raggiungere questi obiettivi dipenderà da quanto rapidamente si potranno fare progressi in queste aree chiave», spiega Alessandro De Grandi, co-fondatore della piattaforma di Metaverso The Nemesis.

Cos’è davvero il Metaverso?

Il Metaverso sfrutta la gamification per creare esperienze sia virtuali sia reali, una caratteristica innovativa propria di questa tecnologia. Lo sviluppo di quei mondi virtuali in Italia non ha ancora avuto molto spazio mediatico, con i media spesso colpevoli di semplificazioni e mistificazioni. Pensiamo alla narrazione che spesso si fa su Bitcoin e sulle altre crypto. Così facendo si creano falsi miti, che spesso fuorviano gli utenti e impediscono la comprensione. «Dobbiamo comprendere le nuove tecnologie ancora prima di discuterne. Solo così sarà possibile realizzare il loro pieno potenziale. È importante sfruttare il Metaverso in modo corretto, un tema che molte major devono ancora capire. Il problema è che oggi i numeri sono ancora troppo bassi perché possano essere interessanti per aziende e investitori».

Come attrarre più investimenti nel Metaverso?

«La finanza speculativa considera tre elementi, prima di decidere se erogare un finanziamento: il numero di utenti, quanto tempo restano nel gioco e il fatturato dell’azienda. L’innovazione tecnologica in sé non interessa a queste persone. Prima guardano a questi tre elementi, e solo in seguito, a parità di offerta, scelgono la qualità. La finanza non speculativa, invece, come banche e bandi europei, si concentra sulla solidità del progetto. Tuttavia, questi soggetti difficilmente prendono dei rischi. La soluzione ideale può essere mischiare le due modalità: prima, puntare su bandi finanziati dall’Unione Europea e altre istituzioni. Grazie ai fondi raccolti in questo modo, le nuove realtà imprenditoriali possono crescere e fare il salto di qualità. A quel punto, starà a loro decidere se presentarsi di fronte a fondi di investimento o istituti bancari, a seconda dei piani futuri».

Quanti utenti ospita attualmente “The Nemesis”?

donna visori

«La piattaforma ospita attualmente 150.000 utenti provenienti da tutto il mondo, in particolare dall’Europa. Tuttavia, riteniamo che questa metrica non sia fondamentale per misurare il grado di successo della nostra applicazione. Facciamo parte di un settore totalmente nuovo e stiamo sperimentando e cercando di plasmare un nuovo concetto, come accadde con Internet negli anni ‘90: l’intero comparto sta lavorando per alfabetizzare gli utenti e capire quali applicazioni di queste nuove tecnologie sono più apprezzate dal mercato. Infatti, non si tratta ancora di prodotti di massa per i quali, invece, un numero elevato di utenti rispecchia il grado di successo e utilizzo. Un delle caratteristiche principali è l’interazione in prima persone con i brand e i prodotti, che va oltre la pubblicità».

Sono in arrivo novità sulla piattaforma?

«La novità più interessante in arrivo è il nostro Editor, uno strumento proprietario utilizzabile da web browser (che non richiede il download di plugin o software) e che consentirà agli utenti di creare ambienti virtuali completamente personalizzati su The Nemesis. Contrariamente ad altri strumenti professionali attualmente in commercio, questo tool altamente user-friendly si contraddistingue per la sua facilità di utilizzo. Una novità che la community attende da più di un anno. Infatti, oltre alla personalizzazione, sarà possibile creare anche meccaniche di gioco con lo scopo di ospitare all’interno dei propri mondi virtuali (Lands) amici e/o community e dedicarsi insieme ad attività di intrattenimento. A breve lanceremo una Duel Arena, nella quale i player combatteranno tra di loro con armi improbabili. Le battaglie frutteranno ai giocatori coin, che potranno essere convertiti nella nostra criptovaluta. È un play to earn a tutti gli effetti».

Nella scorsa stagione avete trasmesso la partita di calcio Milan Fiorentina, l’iniziativa ha avuto successo?

partita calcio

«Lanciata insieme al nostro partner strategico ConsenSys, l’iniziativa ha avuto molto successo. Infatti, nonostante si sia trattato di un test destinato a un target limitato (Medio Oriente e Nord Africa), abbiamo ottenuto un riscontro molto positivo dal pubblico, che ha avuto l’occasione di assistere alla prima partita di calcio trasmessa sul Metaverso. Questo ha permesso agli utenti di testare gli NFT trasferibili su Ethereum e a noi di provare nuovi contenuti. E non si tratta dell’unico record sportivo che contraddistingue The Nemesis: abbiamo ospitato anche il primo Gran Premio nel Metaverso, dove abbiamo creato una riproduzione virtuale dell’Autodromo di Monza per i 100 anni del circuito e offerto esperienze interattive in occasione della gara MotoGP di Silverstone. Non possiamo rilasciare dichiarazioni in merito alla Serie A, ma non escludiamo di ripetere iniziative simili, magari volte a una platea più estesa di spettatori. Pensiamo infatti che lo sport si sposi benissimo con la nostra piattaforma».

Quanto l’innovazione tecnologica può favorire la crescita economica e l’appeal all’estero della Serie A?

«Una delle difficoltà riscontrate è stata sicuramente l’accessibilità ai contenuti legata ai diritti TV presenti in ogni Paese. Tuttavia, la tecnologia e i nuovi modi di fruire dei contenuti potrebbero essere una risposta efficace per aumentare sia il numero di spettatori delle partite di Serie A sia quello dei suoi tifosi in tutto il mondo. L’importante è saper sfruttare il potenziale della tecnologia. Il Metaverso rappresenta una perfetta location virtuale nella quale i fan del calcio si incontrano per poter condividere la loro passione e supportare insieme la loro squadra del cuore in modo totalmente innovativo. Per questa ragione, oltre a trasmettere la partita abbiamo offerto una serie di prodotti di intrattenimento per favorire la socializzazione degli utenti».

Meta

Quali sono gli ostacoli allo sviluppo del Metaverso?

«L’ostacolo maggiore è la tecnologia. Attualmente il Metaverso sembra Internet nei primi anni 2000: una continua sperimentazione. Dobbiamo caricare in tempo reale un’intera città, quindi ci vuole uno step tecnologico importante. Ad esempio, servono schede grafiche e visori più avanzati. Dispositivi che oggi sono pesanti, difficili da utilizzare e danno disturbi di nausea perché la tecnologia è ancora agli inizi. Dobbiamo puntare su questi dispositivi, perché l’aspetto immersivo è centrale. Siamo di fronte a un’evoluzione, lo stesso processo che ha cambiato internet. La caratteristica del web 1.0 era che la creazione di siti era affidata a un ristretto gruppo di persone. Con l’avvento del web 2.0 gli utenti hanno iniziato a socializzare maggiormente tra loro e a pubblicare contenuti testuali e video. Il 3.0 e il 4.0 saranno incentrati sull’interazione con il web e, parallelamente, con il mondo reale».

ŠKODA è tra le prime case automobilistiche ad approdare su The Nemesis. Quali benefici può portare il Metaverso alle case automobilistiche?

Metaverso

«Lo ŠKODAVERSE, il metaverso dedicato alla casa automobilistica ceca, è stato un vero successo. Lo conferma il fatto che la casa automobilistica abbia intrapreso un percorso continuativo a fianco di The Nemesis, che comprende molteplici attività che vanno oltre l’automotive, tra cui esperienze relative a manifestazioni sportive del mondo del ciclismo e dell’hockey, per le quali è sponsor, con l’obiettivo di avvicinarsi a un pubblico più ampio e variegato. Inoltre, ŠKODA punta a raggiungere le giovani generazioni e a diventare un brand fresco, adottando un modo di comunicare più attuale e offrendo esperienze innovative, in linea con la curiosità dei ragazzi di oggi. Gli utenti apprezzano particolarmente le iniziative e le attività realizzate per mettere al centro gli utenti, in quanto protagonisti di esperienze brandizzate, invece di offrire solo contenuti “passivi” (es: pubblicità, informazioni). L’utilizzatore ha la possibilità di visitare il Metaverso, informarsi sul brand, guidare l’ultimo modello di auto, ma anche partecipare attivamente, interagendo con la community e prendendo parte a challenge per vincere premi ed esperienze esclusive».

La Commissione Europea ha delineato una strategia 4.0 che mira a sviluppare l’ecosistema industriale europeo, sostenere il progresso sociale e i servizi pubblici virtuali, oltre a definire una nuova governance globale del web e dei mondi virtuali. Un piano ambizioso, ma è davvero realizzabile?

«È certamente una mossa ambiziosa e rivoluzionaria per garantire che l’Europa rimanga competitiva e alla avanguardia nell’era digitale. Per comprendere quanto sia realizzabile e in che lasso di tempo, è essenziale esaminare vari aspetti. Il primo tema riguarda lo Stato attuale delle competenze in Europa. Uno degli obiettivi principali della strategia è responsabilizzare le persone e rafforzare il know-how. Per capire quanto questo sia fattibile, bisogna analizzare la formazione e l’educazione attuale in Europa, la preparazione delle nuove generazioni al digitale, e l’efficacia dei programmi di formazione continua per i lavoratori. Il secondo aspetto da prendere in considerazione è l’ecosistema industriale europeo. Infatti, l’Europa ha una base industriale solida e diversificata, ma il passaggio alla digitalizzazione e all’industria 4.0 richiede investimenti significativi in ricerca, sviluppo e infrastruttura. La capacità dell’Europa di attrarre fondi e di promuovere innovazioni è fondamentale per il successo di questa strategia».

Quali sono gli altri aspetti da prendere in considerazione per comprendere se l’Ue può riuscire a raggiungere i suoi obiettivi?

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«Un altro aspetto riguarda il progresso sociale e i servizi pubblici virtuali. Infatti, molti Paesi europei sono già avanzati in termini di digitalizzazione dei servizi pubblici, ma esistono ancora disparità tra i vari membri. Garantire un accesso uniforme ai servizi digitali in tutta l’Unione è una sfida che richiede collaborazione e investimenti. Per questo è molto importante anche la governance globale del Web e dei mondi virtuali. Si tratta di un terreno relativamente nuovo e in rapida evoluzione. L’Europa avrà bisogno di una posizione comune per poter contribuire efficacemente alla formazione di norme e standard globali. Da ultimo, non certo per importanza, c’è il tema dell’infrastruttura tecnologica che si dovrà implementare, come la copertura e la velocità del broadband, la disponibilità di tecnologie avanzate e la sicurezza cibernetica».

Temi spesso trascurati sono anche l’equità e la sicurezza del web 4.0. A che punto siamo e cosa si può fare per migliorare?

«Negli ultimi anni la legislazione internazionale ha favorito la creazione di un ambiente più sicuro, relativamente a privacy e tutela dei dati personali, ma c’è ancora tanto da fare. Le nuove tecnologie, tra cui metaverso, NFT, blockchain, ecc. devono prima essere comprese dai legislatori stessi per poter essere regolamentate. Si tratta di argomenti che evolvono tutti i giorni e che richiederanno alle autorità preposte e ai governi un duro lavoro. Per questo motivo, è fondamentale lavorare e agire sulla consapevolezza degli utenti. Infatti, è giusto che esistano regole che tutelino i loro diritti, ma occorre anche insegnare a questi ultimi quali possono essere i comportamenti rischiosi e quali sono le azioni da intraprendere per tutelare privacy e dati personali, difendendosi al meglio da possibili inganni. Per quanto ci riguarda, The Nemesis ha particolarmente a cuore questa tematica e cerchiamo di sfruttare al massimo le nostre risorse per creare un ambiente contraddistinto da etica e trasparenza. Siamo sempre presenti e disponibili per supportare la nostra community e aiutare gli utenti a capire meglio le nuove tecnologie e le realtà in cui operiamo». ©

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📩 [email protected]. Il mio motto è "Scribo ergo sum". Mi laureo in "Mediazione Linguistica e Interculturale" e "Editoria e Scrittura" presso La Sapienza, specializzandomi in giornalismo d’inchiesta, culturale e scientifico. Per il Bollettino mi occupo di energia e innovazione, i miei cavalli di battaglia, ma scrivo anche di libri, spazio, crypto, sport e food. Scrivo per Istituto per la competitività (I-Com), Istituto per la Cultura dell'Innovazione (ICINN) e Innovative Publishing. Collaboro con Energia Oltre, Nuova Energia, Staffetta Quotidiana, Policy Maker e Giano.news.