lunedì, 27 Maggio 2024
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Metaverso

Il legame tra tecnologia e calcio è sempre più profondo. «Il digitale può aiutare il calcio italiano. Veicola messaggi positivi e fa vivere i ragazzi in ambienti sportivi basati sulla sana competizione, invece che su idee e pratiche negative», dice Andrea Martini, Responsabile del progetto ADP10 Metaverse di The Nemesis, che coinvolge la leggenda della Juventus e della Nazionale Alessandro Del Piero. Una nuova visione che permette di avvicinarsi alle tecnologie più avanzate in un momento in cui calcio e digitale stanno trovando sempre maggiori punti di convergenza.

Il legame tra calcio e Metaverso

C’è un legame molto stretto tra calcio e Web 3.0, che si è sviluppato soprattutto in Italia a partire dal 2018. Mentre i soldi delle società di scommesse abbandonavano le squadre di Serie A a causa delle norme contenute nel cosiddetto Decreto Dignità, emergevano infatti anche nel mainstream tecnologie basate sulla blockchain. Prima le criptovalute e poi gli NFT hanno colmato in parte il vuoto lasciato dall’azzardo, andando a sponsorizzare e a collaborare con club anche molto importanti.

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Tra le sponsorizzazioni ci sono esempi di alto profilo, come quello dell’Inter. I nerazzurri hanno sostituito un partner storico come Pirelli, che per anni ha campeggiato sulle maglie del club milanese, con Socios.com. Il contratto stipulato prevedeva, per la prima stagione, una sponsorizzazione da 16 milioni di euro. A questa si è aggiunta un’altra partnership, quella con Digitalbits, finita però peggio di altri sodalizi. Dopo aver acquistato per 80 milioni di euro lo spazio sui petti delle casacche dei giocatori nerazzurri, la società ha infatti disatteso il contratto, dando il via a un contenzioso ancora in corso.

Metaverso, i benefici del digitale

La strategia di legarsi a società sportive serve a chi si occupa di Crypto di guadagnare non solo popolarità, ma anche familiarità con una nuova potenziale clientela. Stare sulla maglia di un grande club, al posto magari di brand storici, rende il proprio marchio più credibile, oltre a incuriosire i tifosi. Un effetto molto utile per un settore, come quello delle criptovalute, che evoca ancora molta diffidenza tra le persone comuni.

Parte di questo progetto sono anche i token dedicati alle singole squadre. I fan possono acquistare e scambiarsi questi oggetti digitali, che però hanno un impatto anche nella realtà del club. Ognuno di loro corrisponde infatti a un voto, che si può esprimere su alcune decisioni che la società prende, e che possono variare dalla grafica di una maglia da gioco o da allenamento al nome di uno dei centri sportivi.

La tendenza di avvicinamento tra le squadre e le criptovalute si è però raffreddata con l’arrivo del 2023. Il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla maggior parte delle Banche Centrali ha fatto rallentare gli investimenti in questo settore, causando quello che viene chiamato in gergo “cryptowinter”.

I valori dei più importanti coin sono calati di netto e di conseguenza anche le società del segmento hanno dovuto ritirarsi da alcuni dei contratti di sponsorizzazione.

Questo non significa però che le collaborazioni siano finite: proprio la Lega di Serie A ha infatti avviato alcuni sodalizi con grandi aziende del mondo Crypto per la stagione 2023/2024. Dopo ogni gol del campionato in corso infatti, si può notare che il pallone finito in rete non torna in campo, ma viene conservato in un sacchetto con il brand di Socios.com. Questo perché i palloni delle reti segnate in Serie A e in Coppa Italia sono riscattabili, sotto forma di NFT Socios Collectibles, tramite i Fan Token della società.

Il calcio italiano non naviga in buone acque, dal punto di vista economico e finanziario. Come il Metaverso e il digitale possono aiutare lo sviluppo del calcio e viceversa?

«Per capirlo, basta guardare a quello che è successo recentemente sul fronte scommesse. Le attività digitali possono aiutare ad affrontare le sfide economiche e finanziarie aumentando l’engagement dei tifosi, sfruttando le caratteristiche della tecnologia per raggiungere un bacino più ampio e soprattutto, internazionale. Questo è un punto di forza del digitale. Ci sono diversi fattori che possono influenzare positivamente il calcio italiano, penso ad esempio all’aumento del merchandising e delle vendite di servizi. Molto importante e di estrema è anche l’utilizzo del dato, che può aiutare le aziende sul fronte finanziario ed economico, ma anche il tracciamento comportamentale nell’interazione con i prodotti. Così facendo si possono offrire contenuti sempre più centrati sulle aspettative degli utenti. Inoltre, si può pensare di promuovere la parte di calcio giovanile, una cosa che stiamo facendo attraverso la sua Academy. Abbiamo avuto modo di interagire con qualche club ricettivo, è fondamentale che le società sportive si adattino a queste nuove tecnologie, altrimenti si minimizzano i benefici che si possono avere».

Soffermandoci per un attimo sul Metaverso, ADP10 METAVERSE disegna una dimensione del calcio che va oltre i confini del campo di gioco. Quali prospettive apre questa nuova dimensione?

«Il fatto che una leggenda come Alessandro Del Piero abbia approcciato un progetto come il nostro è una milestone che apre diverse prospettive interessanti, anche a livello di opportunità. Offrire al mondo del Metaverso nuove esperienze immersive, dove non si è più spettatori passivi. È quanto abbiamo fatto l’anno scorso con la partita Milan-Fiorentina. Le opportunità che apre una piattaforma come questa sono infinite, dall’interazione diretta dell’utente finale con il proprio idolo, alla creazione di stadi virtuali dove guardare le partite. Non dimentichiamo poi le opportunità nei settori educazione e coaching. A questo proposito, questo progetto crescerà in maniera graduale. Tra le altre cose ci sarà uno spazio dedicato all’Academy di Alessandro Del Piero, dove organizzeremo incontri con i ragazzi che allena. Inoltre, nel tempo rilasceremo skin personalizzate e altri oggetti personalizzati legati al capitano. L’operatività incrociata tra Metaversi, l’idea di avere strumenti aperti collegati tra di loro, si vede ancora molto poco. Anche l’esperienza fisica a tutto tondo è molto importante, ma spesso oggi manca. Puntare maggiormente sulla premialità permetterebbe di attrarre nuovi utenti, perché parliamo di un mercato non ancora maturo sotto questi aspetti».

Può essere positivo anche il fatto che gli stessi calciatori siano coinvolti in attività ludiche ed educative sane, facendo del bene a loro stessi e agli altri?

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«Certamente. Non tutti i calciatori purtroppo investono tempo e risorse in imprese proprietarie e business nuovi. Progetti del genere permettono anche ai calciatori di impiegare il loro denaro in progetti positivi e sicuri. Per questa ragione, come dicevo, è una milestone importante il fatto che Del Piero abbia compreso il potenziale del digitale e abbia investito di persona».

«Spero che ADP10 METAVERSE sia una finestra sulle emozioni uniche che questo sport può offrire, in un modo completamente nuovo e avvincente», ha dichiarato Alessandro Del Piero. Sono proprio le emozioni il filo rosso che attraversa questo progetto e, al tempo stesso, la chiave per la crescita dell’ecosistema digitale?

«Nei contenuti girati insieme di emozione ce n’è stata molta, spero che venga recepita dall’utente finale. La dichiarazione di Alessandro mi sembra perfetta, perché le emozioni rendono più umana la dimensione tecnologica. Se non arricchiamo i contenuti e prodotti digitali, rimangono freddi. Secondo me è davvero il fil rouge che connette tutto quello che sarà il Web 3.0».

NFT: facciamo chiarezza su che cosa sono e sul loro effettivo potenziale…

«Guardando al futuro, mi aspetto che i migliori NFT potranno emergere, rispetto a quelli che iniettavano valori drogati nel mercato. Sono asset unici, garantiti attraverso la Blockchain. In ragione della loro unicità, penso che il loro potenziale maggiore risieda nella connessione con la monetizzazione, ad esempio nell’arte digitale. Anche l’interazione nei giochi e nell’intrattenimento è una ricchezza, oltre al fatto di poter tokenizzare beni reali. Ovviamente è fondamentale la connessione tra mondo reale e virtuale, penso ai famosi ticket NFT, asset unici che possono sbloccare vantaggi e contenuti».

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Che caratteristiche ha chi investe in realtà innovative in Italia?

«Serve una dose di spericolatezza, come per tutti gli imprenditori. L’accesso al capitale è uno degli ostacoli maggiori, ma ci sono anche burocrazia e regolamentazioni. Spesso il problema è anche la mentalità. Infatti, negli Stati Uniti c’è un approccio di creare impresa che vede il fallimento come un percorso obbligato per arrivare al successo. In Italia, invece, fallire è terrificante. Stiamo aprendo una Startup che gestirà tutto il mondo B2B di The Nemesis. Bisogna trasformare i rischi in opportunità per la cultura, per creare network e collaborazioni tra imprese, più o meno giovani».

Restando in tema di digitale, le aziende stanno prendendo coscienza dell’importanza di costruire una digital strategy?

«In Italia la digital transformation ha subito un’accelerazione dovuta ad avvenimenti del recente passato. Basti pensare alla pandemia da Covid-19, che ha costretto un po’ tutti a nuove modalità di lavoro. Solo in questo settore, c’è stata un’accelerazione enorme. Sicuramente però c’è ancora tanto da fare da diversi punti di vista: l’Intelligenza Artificiale, gli ambienti digitali, la marketing automation, la gestione del dato, la capacità di intercettare preferenze e restituire informazioni pulite. Il dato è necessario non solo dopo l’acquisto, ma anche prima, per portare l’utente a scegliere il prodotto. Questo tipo di interesse è molto forte per le grandi aziende, in questo momento sta scalando anche sulle imprese più piccole. Non dimentichiamo poi i mondi privacy e cybersecurity, che stanno cambiando molto, quindi è importante restare al passo». ©

Articolo tratto dal numero del 1 novembre 2023 de il Bollettino. Abbonati!

📩 [email protected]. Il mio motto è "Scribo ergo sum". Mi laureo in "Mediazione Linguistica e Interculturale" e "Editoria e Scrittura" presso La Sapienza, specializzandomi in giornalismo d’inchiesta, culturale e scientifico. Per il Bollettino mi occupo di energia e innovazione, i miei cavalli di battaglia, ma scrivo anche di libri, spazio, crypto, sport e food. Scrivo per Istituto per la competitività (I-Com), Istituto per la Cultura dell'Innovazione (ICINN) e Innovative Publishing. Collaboro con Energia Oltre, Nuova Energia, Staffetta Quotidiana, Policy Maker e Giano.news.