venerdì, 19 Aprile 2024

Mercato tutelato di luce e gas addio, ma come? Tonini: «C’è poca chiarezza»

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tutelato

La fine della Tutela su luce e gas si avvicina e le famiglie italiane temono sempre più per il loro portafogli. L’aumento delle bollette è una preoccupazione giustificata? «Il dopo Tutela messo in campo dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) protegge ancora gli utenti, ma la chiarezza nel diffondere questo messaggio è scarsa», dice Guido Tonini, ex ricercatore dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), esperto in energia, diffusione dell’Innovazione e trasferimento tecnologico.

«C’è una sproporzione di informazioni: siamo più esposti a stampa e siti web tendenzialmente allarmistici. La parola d’ordine di scegliere presto (per chi è ancora in Tutela) sul Mercato libero, sta vincendo, ma non esiste un obbligo. Né c’è un’indiscussa convenienza, soprattutto se si ha poca dimestichezza e si rischia di venir mal consigliati». In più, i dati degli enti per la Tutela dei consumatori sono spesso contrastanti con quelli forniti dalla categoria. Differenze che non aiutano certo la comprensione da parte degli italiani.

mercato

«Purtroppo da anni le associazioni di consumatori si agitano sul caro prezzi dell’energia con un approccio sindacalistico, allarmistico, da portabandiera, sì, degli interessi dei cittadini, ma in modo superficiale e alla fine poco incisivo. Paiono le grida “al lupo! al lupo!”, generiche e inascoltate, mentre occorrerebbe argomentare con dati di fatto verificabili e incontrovertibili. È anche criticabile la risicata tempistica dei comunicati e l’incapacità di queste associazioni di costituirsi in un fronte comune su una questione che interessa milioni di famiglie.

Altrettanto scontata è la posizione di AIGET (Associazione Italiana Grossisti dell’Energia e Trader, come anche di Utilitalia, Elettricità Futura, Energia Libera e tutte le associazioni di fornitori. Questo fronte è convinto che eliminare la Tutela porti a risparmi per gli utenti. È inutile e fuorviante ascoltare le due campane: sappiamo già cosa dicono. Sorprendono invece le dichiarazioni dei personaggi politici, per i loro tardivi timori su un possibile rialzo dei prezzi per la fine Tutela».

Le famiglie italiane sono davvero impreparate all’evento di chiusura delle tariffe tutelate?

«Il bacino di utenza è ragguardevole. La stampa indica 9 milioni e mezzo di contratti ancora in Tutela. Forse meno, ma la metà ricadono tra i vulnerabili non soggetti ad alcuna variazione. Restano almeno 4 milioni di famiglie che stanno cercando di capire cosa devono fare. Non si può fargliene una colpa se sono impreparate. La materia è complessa e i paragoni, anche solo con la bolletta del vicino, non sono facili. È improbabile trovare due bollette con gli stessi identici consumi e nello stesso periodo di tempo per decidere dove sta la convenienza. D’altro canto, non è vero che c’è disinteresse e inerzia. Ci sono almeno quattro forum web molto animati che trattano di contratti elettrici e/o gas per le famiglie (EnergeticAmbiente, FibraClick, e due su FinanzaWeb) senza contare vari thread su Reddit e altre piattaforme.

Il numero di interventi supera i 25.000, il che dimostra volontà di entrare nel Mercato e fare scelte appropriate. Ma molti elementi sono assai riposti, sfuggono ai più. L’utente finisce per sentirsi inerme, vuole solo sapere “qual è per lui la miglior scelta”, senza sottoporsi a una specie di corso online sulle fatturazioni energetiche, sulle trappole del, sui diritti che gli spettano, su come applicarli, come aprire un contenzioso allo sportello del consumatore Arera, se il ricorso ha speranze di essere accolto, se si arriverà a un patteggiamento con perdite. La preparazione minimale per non soccombere è il sapere che non c’è nessuna fretta di uscire ora dalla Tutela. Così almeno si avrà modo di valutare il costo delle prime bollette in STG e in Placet 100/23. Dopodiché, senza apprensione né urgenza, si potrà guardare a quel che offre il Mercato».

Cerchiamo di fare chiarezza, che succede al termine della Tutela gas (gennaio 2024) ed elettrica (aprile 2024) se nel frattempo non si sono sottoscritti contratti?

«I dettagli per gas e luce sono diversi, ma accomunati da vari elementi. Il non scegliere – « ossia il non sottoscrivere nulla prima delle scadenze – equivale a scegliere per silenzio-assenso le soluzioni predisposte da ARERA. Per il gas c’è un passaggio in automatico allo stesso operatore. La nuova formula è una delle due opzioni comunicate obbligatoriamente: o in bolletta, o tramite informativa a parte. La sua struttura è di tipo Placet, ossia l’aggiornamento di costo della parte a consumo è identica alla vecchia Tutela. Purtroppo questa proposta non ha trovato un nome univoco, che permetta subito di riconoscerla. La indicano come Placet fine Tutela, delibera 100/23, simil Placet, con deroghe, non vulnerabili, NV o altro. Comunque la si chiami, è la Placet che l’utente si è già visto proporre, conforme alla delibera 100/2023.

Con il piano tariffario 100/23 si pagherà il costo all’ingrosso mensile (in gergo CMEMm detto anche PSV DA) con un incremento di 0,05254 €/Smc, lo stesso che già esiste in Tutela. La cosa che cambia – ed è lasciata all’arbitrio della propria società di vendita – è il costo fisso di commercializzazione. Per la Tutela gas è ora di 63,36 €/anno con validità nazionale ma con la Placet cambierà. Alcuni operatori hanno offerte sotto i 100 €/anno (Eni-Plenitude, Dolomiti, Hera, Engie), altri tra 105 e 132 €/anno (Alperia, Enel, E.On, Acea, Agsm, Postepay, etc.). Bisogna quindi guardare bene a questo costo. Se i propri consumi sono abbastanza elevati (ad esempio riscaldamento autonomo) la quota fissa ha un’incidenza modesta sul totale».

luce e gas

Le Placet sono tutte uguali?

«No. Non bisogna confondere quella di fine Tutela o “100/23” con le altre non soggette al prezzo controllato, pure presenti nei listini dei fornitori, e più costose. Le Placet economiche 100/23 devono avere il codice offerta (la sequenza di numeri e cifre che le contraddistinguono) con “VX” in posizione 14 e 15. Sono assegnate d’ufficio in mancanza di azioni esplicite. Le offerte ordinarie vanno evitate, ma vi si può incappare solo per sottoscrizione volontaria. La seconda proposta gas nell’informativa inviata agli utenti è la miglior offerta a detta del proprio fornitore. Potrebbe anche rivelarsi più economica della Placet 100/23, ma va controllata caso per caso. Il costo minore può sortire da uno sconto nel primo anno, che sparisce già dal successivo. Occorre perciò valutare la propria propensione a stare al passo col Mercato e cambiare fornitore o offerta di frequente.

Per l’elettricità, è in campo quanto già sperimentato l’anno scorso per artigiani e microimprese. Gli utenti in tutela (i non vulnerabili, che non godono di un trattamento privilegiato) ricadranno di default nel Servizio a Tutele Graduali (STG). La prezzistica resta simile alla vecchia Tutela e valida su tutto il territorio nazionale. Invece il fornitore cambierà, sarà uno nuovo, dato che il Servizio Elettrico Nazionale dev’essere smantellato. Gli utenti non sapranno quale sarà il loro nuovo fornitore prima di gennaio 2024, ma sanno che praticherà lo stesso trattamento economico degli altri operatori STG».

Ci sono differenze tra Tutela e Servizio a Tutele Graduali?

«Qualche differenza tra Tutela e STG c’è. La quota fissa annuale potrebbe anche avere un ribasso, dato che uscirà dall’esito di aste. Se molti venditori – per aggiudicarsi i lotti geografici degli utenti – offrono un importo annuale economico, la media nazionale sarà bassa. Così è già avvenuto con STG per gli artigiani e le attività commerciali, che si ritrovano ora con un esiguo 28 €/anno di costo fisso. La parte a consumo vedrà costi aggiornati mensilmente, come del resto è da ottobre anche per il gas, e che per la luce dipendono dal Prezzo Unico Nazionale (PUN), il costo del Mercato elettrico all’ingrosso. L’incremento fissato l’anno scorso sulle tariffe STG per artigiani e microimprese è meno di 0,009 €/kWh. Per gli utenti domestici è atteso un valore paragonabile, senz’altro conveniente».

C’è anche chi sostiene che il servizio di Tutela non è mai convenuto e che il Mercato libero offra costi minori. È vero?

«Di certo occorre destreggiarsi, ma anche avere fortuna. Tra luglio e settembre 2022, l’ascesa dei prezzi ha impattato sui contratti a prezzo variabile, che vedevano un costo vivo sul Mercato di 0,520 €/kWh (comprese le perdite di rete obbligatorie del 10%). La Tutela negli stessi mesi (inclusa la perequazione) stava a 0,292 €/kWh. Uno sconto del 44% rispetto al prezzo di costo. Ma nei sei mesi successivi gli utenti hanno pagato ampiamente i mancati costi pregressi. A saperlo, si sarebbe dovuti uscire dalla Tutela entro settembre 2022 per rientrarci di nuovo ad aprile 2023.

La verità è che la cadenza di prezzi in Tutela, fissati in anticipo un trimestre per l’altro, non funziona più in un Mercato volubile. Da aprile ad oggi la tutela batte i contratti variabili di almeno un 13% sul costo energia, perciò è più conveniente. Ma bisogna ancora arrivare a fine 4º trimestre 2023 per tirare le somme».

bollette

Si è mai registrato un evidente vantaggio del Mercato libero rispetto al tutelato?

«Un chiaro vantaggio del Mercato libero c’è stato in passato per l’incrocio di due risultanze. La prima è che le famiglie preferiscono ampiamente i contratti a prezzo fisso per 12 mesi. La seconda è che il c.d. decreto aiuti bis ha bloccato dal 1º maggio 2022 le modifiche del prezzo pattuito nel contratto. Blocco esteso dal milleproroghe a tutto giugno 2023. Questi utenti, in quella particolare circostanza, ne hanno sicuramente tratto un notevole risparmio. Si sono così consolidate due indelebili convinzioni: che il prezzo fisso sia sempre più saggio di uno variabile, e che il Mercato libero sia sempre più conveniente della Tutela. Una pseudo-certezza che negli ultimi 8 mesi non risulta essere confermata».

Riguardo alla situazione di fine 2023, cosa si può concludere da un paragone tra i due tipi di offerta?

«Il PUN di novembre 2023 era a 0,1339 €/kWh (compreso 10% di perdite di rete).‬ Si discosta poco dal suo andamento mediato da inizio aprile di 0,‬1295 €/‬kWh. Le migliori offerte variabili aggiungono uno spread di 0,01-0,02 € kWh. Un prezzo buono in “quota energia” in bolletta è quindi attorno a 0,150 €/kWh. La Tutela (prezzo energia + perequazione) è al momento a 0,1451 €/kWh. In pratica, Tutela e Mercato sono allineate. Le migliori offerte a prezzo fisso stanno per ora a 0,150-0,175 €/kWh con una possibile tendenza alla diminuzione.

Vi è un indicatore che mostrerebbe invece uno svantaggio sistematico della Tutela, e che perciò spingerebbe a scegliere un’offerta sul libero: il Portale Offerte di Arera, concentratore ufficiale di tutte le offerte luce e gas, che espone la differenza di costo finale. Si tratta di simulazioni di costo basate su una previsione futura del PUN, attualmente fissata a circa 0,1464 €/kWh (comprese perdite). Per la Tutela viene aggiunto un ulteriore spread fittizio di 0,0338 €/kWh, così da presentarla meno appetibile delle offerte variabili, e anche di alcune fisse. Il sito dell’Autorità, con queste valutazioni di costo, non sembra quindi spingere affinché gli attuali utenti del regime a Maggior Tutela vi stazionino per essere traghettati in STG».

Cosa ne pensa, invece, dei servizi di consulenza e comparatori di offerte che spuntano ovunque?

«Questi soggetti, innumerevoli, hanno soprattutto interesse a promuovere il Mercato libero. I loro introiti e la loro esistenza stessa si basa più sulle royalties dei contratti venduti o sulle fee versate dai fornitori per piazzare meglio le proprie offerte che su contributi richiesti agli utenti per consulenze. Pertanto questi consigli vanno presi con le dovute cautele». ©

Articolo tratto dal numero del 15 dicembre. Per leggere il giornale, abbonati!

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