giovedì, 23 Maggio 2024

Come paghiamo e perché spendiamo di più senza contanti

Sommario

Abbiamo il primato europeo delle carte prepagate, ma paradossalmente anche quello di essere tra le popolazioni più dipendenti dalle banconote fisiche. È diffusa nel nostro Paese la percezione di poter utilizzare il denaro come desideriamo acquistando in contanti o con vari mezzi virtuali che ci consentono di trasferire i soldi in maniera istantanea, però li usiamo poco. A dimostrarlo sono i dati contenuti nel 13° Rapporto sulle Tendenze dei mezzi di pagamento, pubblicato da Minsait Payments.

Paese che vai, pagamento che trovi

Nel Regno Unito i pagamenti tramite POS sono 10 volte superiori ai prelievi di contante agli sportelli. Tra chi ama “strisciare” la carta seguono nella classifica Cile, Portogallo, Brasile, Italia e Spagna. In questi ultimi due Paesi le carte di debito sono il metodo di pagamento più diffuso, mentre i prelievi digitali sul conto corrente sono maggiormente utilizzati per gli acquisti online.

Il rapporto con i contanti

Tranne noi italiani e gli inglesi, i correntisti del resto del mondo ridurrebbero volentieri l’uso del contante per effettuare pagamenti ad altre persone preferendo transazioni immediate dal conto corrente. Depositare il denaro guadagnato in istituti di credito differenti in Italia, non è come nel resto d’Europa percepito come fonte di sicurezza, ma semplicemente come un metodo per diversificare le finanze.

La contabilità mentale

Ma perché spendiamo di più con i soldi virtuali? Si tratta di contabilità mentale. È infatti dimostrato che mentre utilizziamo i diversi tipi di carte siamo propensi a pagare prezzi più alti per l’acquisto degli stessi beni o servizi rispetto a quando invece usiamo i contanti. Sembrerebbe che il fenomeno sia legato al non vedere fisicamente il denaro, rendendone spensierata e impulsiva la spendita. ©

📸 Credits: Canva

Giornalista professionista appassionata di geopolitica. Per Il Bollettino mi occupo di economia e sviluppo sostenibile. Dal 2005 ho lavorato per radio, web tv, quotidiani, settimanali e testate on line. Dopo la laurea magistrale in Giornalismo e Cultura Editoriale, ho studiato arabo giornalistico in Marocco. Ho collaborato a realizzare in Saharawi il documentario La sabbia negli occhi e alla stesura della seconda edizione del Libro – inchiesta sulla Statale 106. Chi è Stato?