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  • giovedì, 9 Febbraio 2023

Il Salva Calcio non riempie le casse dei club. E i diritti TV?

salva calcio

Riparte la Serie A ma il è povero e il Salva non basta a risollevare le sorti dei club. L’approvazione definitiva della Legge di Bilancio mette la parola fine al capitolo “debiti fiscali”. Il mondo dello potrà versare gli arretrati in cinque anni attraverso 60 rate, dopo aver pagato una penale del 3% sulla somma totale. Offrire la possibilità di rateizzare i circa 900 milioni di euro di tasse arretrate non riempie però le casse dei club delle tre Serie, semmai ne evita il fallimento e le sanzioni amministrative e penali. Al contrario, il prolungamento della durata dei diritti televisivi da 3 a 5 anni contribuirebbe a raggiungere questo obiettivo, ma il Salva Calcio 2 sembra sparito dai radar. Nel frattempo, a pochi giorni dal suo inizio, il calciomercato invernale 2023 si prospetta particolarmente povero.

Il Salva Calcio arriva in Legge di Bilancio

Il 29 dicembre le società interessate ad accedere alla nuova misura hanno versato le prime tre rate al Fisco, oltre al 3% sul debito complessivo. Parliamo di circa 27 milioni di euro entrati nelle casse erariali.

Il 31 gennaio 2023, partirà il pagamento mensile delle altre rate. Basta saltare un pagamento per determinare la fine del regime fiscale agevolato.

«Ringrazio il e il Parlamento per aver accolto un’istanza non solo del calcio professionistico, ma anche di tutto lo sport e di tanti altri settori economico-imprenditoriali del Paese. È una vicenda che ha visto susseguirsi tre interventi legislativi, approvati a larghissima maggioranza dal Parlamento nella scorsa legislatura. Nelle prossime settimane proseguirà il cammino di riforme del calcio italiano finalizzato a rendere ancora più moderno e sostenibile un comparto industriale tra i più importanti del Paese», ha commentato il Presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, a margine dell’approvazione della norma.

La classifica dei club più indebitati

L’Agenzia delle Entrate vanta un credito di circa 500 milioni di euro nei confronti dei club di Serie A. Sono 18 su 20 i club che hanno colto la possibilità di sfruttare il Salva Calcio. Cremonese e Fiorentina sono le uniche due squadre che non hanno usufruito dell’agevolazione, la prima per mancanza di debiti, la seconda per coerenza con le proprie posizioni avverse alla misura.

L’Inter guida la classifica delle squadre meno virtuose con 50 milioni di euro di arretrati, seguono la Lazio (40 milioni di euro) e la Roma (38), quarta la Juventus (30), quinto il Napoli (25) e sesto il Milan (10 milioni).

Diritti TV e Salva Calcio 2

Una boccata d’aria per lo sport più amato dagli italiani potrebbe arrivare dal Salva Calcio 2, la norma allo studio del Governo che propone di estendere il periodo contrattuale di assegnazione dei diritti televisivi da 3 a 5 anni. Misura che faciliterebbe i broadcaster nella progettazione di piani industriali a lungo termine e permetterebbe di attrarre nuovi partner commerciali, inclusi i colossi dei mondi tech e crypto.

L’obiettivo è vendere meglio il prodotto calcio, recuperando posizioni rispetto agli altri campionati europei.

Intanto, l’Antitrust ha approvato le linee guida per la commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi relativi alle partite per le stagioni 2024/2025 – 2025/2026 – 2026/2027, sottolineando l’importanza di predisporre pacchetti che stimolino la concorrenza nel mercato permettendo a più operatori di poter trasmettere buona parte della Serie A, aumentando le piattaforme di streaming e aumentando la sostituibilità tra operatori.

Oggi la Serie A è la quarta al mondo per ricavi da diritti televisivi interni e esterni, che complessivamente valgono circa 1 miliardo di euro. A dominare la scena è il campionato inglese, che incassa 4,1 miliardi di sterline dalla trasmissione delle partite, 2,1 dei quali provengono dall’estero. Seguono la Liga spagnola, con incassi per 1,5 miliardi di euro, e la Bundesliga tedesca (1,1 miliardi).

Il mancato pagamento dei debiti fiscali è lo specchio della crisi generale che il calcio italiano vive ormai dall’inizio della pandemia da COVID-19. Una crisi che ha accentuato la carenza di pianificazione economica e finanziaria che caratterizza la gestione di diversi club delle tre Serie.

La strada verso la economica e finanziaria è ancora lunga.

Edoardo Lisi

📩 news@ilbollettino.eu. Il suo motto è "Scribo ergo sum". Si laurea in Editoria e Scrittura presso La Sapienza specializzandosi in giornalismo d’inchiesta, culturale e scientifico. Per "il Bollettino" si occupa di energia e innovazione, i suoi cavalli di battaglia, ma scrive anche di libri, spazio, crypto, sport e food. È autore per Istituto per la competitività (I-Com), Istituto per la Cultura dell'Innovazione (ICINN) e Innovative Publishing. Collabora con Nuova Energia, Staffetta Quotidiana e Giano.news.

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