venerdì, 19 Luglio 2024

Resta la maledizione dei 28mila punti per il Ftse Mib. Volano i falchi alla Fed

Sommario
recessione

Siamo tornati lì a sfiorare i 28mila punti. Il Ftse Mib ha recuperato oggi dopo la sbandata di ieri, chiudendo a +0,69% a 27.891 punti, ma non ha superato il muro dei 28mila, soglia oltre la quale Piazza Affari potrebbe ingranare la quarta e volare verso vette inesplorate, verso target che non si vedono dal 2007. Milano ha già messo a segno un +31% negli ultimi sei mesi, tuttavia superando quella cifra tabù, sempre respinta dal mercato, il listino italiano non avrebbe più zavorre e potrebbe correre. Ad aiutare Il Ftse Mib sono le trimestrali americane. Bank of America ha superato le stime sui ricavi e sugli utili. Anche Johnson & Johnson ha sorpreso gli investitori alzando le previsioni per l’intero anno. Non bene invece Goldman Sachs per aver riportato numeri inferiori alle attese. Domani tocca a Netflix e Morgan Stanley (prima dell’apertura) e Tesla (a mercati chiusi). Apple è salita al massimo di 33 settimane e General Electric al top da 14 mesi. Le parole del falco James Bullard, Presidente della Federal Reserve di Saint Louis, alla Reuters hanno però raffreddato gli entusiasmi. La Fed deve proseguire sul rialzo dei tassi di interesse, ha detto. E Wall Street a metà seduta è andata in rosso.

Banche comprate

I conti di Bank of America fanno comunque bene agli istituti di Piazza Affari. Mps fa un balzo addirittura del 5%, bene anche Bper (+4,3%) e UniCredit (+2,2%). Telecom sale dell’1% in attesa, il 4 maggio, dei rilanci di Kkr e Cdp sulla rete. Giù utilities e industriali, sempre sul timore di un aumento dei tassi e quindi di un debito più costoso.

Doris a ruota libera

Durante l’assemblea di Banca Mediolanum, Massimo Doris, Amministratore delegato della banca costruita intorno a te, ha benedetto le ipotetiche nozze tra Mediobanca e Banca Generali, perché – sostiene – Piazzetta Cuccia è già presente nel target alto con Esperia e in quello basso con CheBanca!, per cui con Banca Generali coprirebbe anche il segmento medio. Certo, c’è una questione di prezzo. Mediobanca è salita, in linea con i titoli degli altri istituti, Banca Generali invece non si è scomposta più di tanto.

La terza via di Cina e Giappone

Mentre nell’Occidente la Federal Reserve ipotizza una recessione per fine anno, dovuta alla stretta sui tassi, e l’Europa vede la fiducia tedesca degli investitori crollare inaspettatamente in Germania, in Estremo oriente si respira tutt’altra aria. L’economia cinese è aumentata del 4,5% su base annua nel primo trimestre del 2023, accelerando da una crescita del 2,9% nel quarto trimestre e superando le stime di mercato del 4%. Si tratta del ritmo di espansione più forte da inizio 2022. La crescita delle vendite al dettaglio ha raggiunto il massimo di quasi 2 anni a marzo, +10,6% contro previsioni di +7,4%, la produzione industriale è salita al top da 5 mesi e la disoccupazione è scesa al minimo in 7 mesi. 

E in Giappone, il Governatore della BoJ, Kazuo Ueda, ha detto che l’obiettivo è arrivare ovviamente a un’inflazione del 2% ma l’intenzione è quella di mantenere condizioni accomodanti. ©

 

Classe 1977. Giornalista. Lavoro all’agenzia di stampa Green Economy Agency, dove seguo il mercato dell’energia e non solo. Ex vicedirettore di Libero. Da sempre appassionato di economia e finanza, su il Bollettino scrivo la rubrica “Buy Buy, cosa succede in Borsa”, dove racconto gli spunti della seduta appena conclusa e segnalo appuntamenti e possibili titoli da seguire per il giorno successivo.