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domenica, 4 Giugno 2023

Scivolata in Borsa come due mesi fa. Ancora le banche nel mirino

Era da metà marzo, durante la breve crisi finanziaria che ha fatto sparire Silicon Valley Bank e Credit Suisse, che le Borse europee non vivevano un sell off come quello di oggi. Tre le cause, più una specifica per l'. Intanto i negoziati sull'innalzamento del tetto al debito Usa cominciano a innervosire gli investitori dato che l'1 giugno scade il termine per aumentare la spesa. Poi nel Regno Unito l' cala, ma l'ultimo dato è superiore alle attese per cui la famosa pausa sul rialzo tassi rischia di svanire. Infine il settore del lusso è entrato in sofferenza perché il mercato cinese non dà segni di boom, dopo mesi dalla fine dei blocchi legati al Covid-19. La partenza negativa di Wall Street non fa che appesantire il clima. Stasera poi escono i verbali della Fed. la peggiore del Vecchio Continente con un calo del 2,34%, minimo da 8 settimane.

Credito pesante

Solo Mediobanca termina la seduta in verde (+2,4%), prevedendo 3,7 miliardi nel nuovo piano triennale tra cedole e buy-back. Il resto è quasi tutto rosso, profondo rosso (Mps -7,1%). A spingere sulle vendite un'analisi di Allianz Global Investors, secondo la quale le banche italiane hanno il maggior bisogno di liquidità per sostituire i finanziamenti a basso costo della Bce che scadranno quest'anno e il prossimo. E con i tassi previsti in salita, l'operazione potrebbe costare cara. Si salvano per poco Tenaris ed Eni che beneficiano del recupero del petrolio, secondo giorno consecutivo di rialzi.

Nagel apre su Generali

La notizia del giorno, attesa da decenni, la annuncia Alberto Nagel, numero uno di Mediobanca, erede di Maranghi. Un analista gli ha chiesto se il 13% delle Generali, che di fatto garantisce il controllo del Leone di Trieste a Piazzetta Cuccia, potesse essere venduto per finanziare una acquisizione del risparmio gestito. E la risposta è stata affermativa: «In teoria è possibile. Possiamo disporre di tutta la quota di Generali se si presentasse una grande acquisizione». Fantafinanza o qualcosa si muove?

Petrolio sui massimi da 3 settimane

I futures sul greggio Wti e Brent salgono a un massimo da tre settimane per le prospettive positive della domanda di carburante e per la minaccia arrivata dal ministro dell'Energia saudita contro gli shortisti, paventando un possibile ulteriore taglio della produzione al vertice Opec+ di inizio giugno. E poi inaspettatamente le scorte di petrolio degli Stati Uniti sono crollate di 12,456 milioni di barili, il calo maggiore dal novembre 2022. Così come sono scese le scorte di benzina. ©

Classe 1977. Giornalista. Lavoro all’agenzia di stampa Green Economy Agency, dove seguo il mercato dell’energia e non solo. Ex vicedirettore di Libero. Da sempre appassionato di economia e finanza, su il Bollettino scrivo la rubrica “Buy Buy, cosa succede in Borsa”, dove racconto gli spunti della seduta appena conclusa e segnalo appuntamenti e possibili titoli da seguire per il giorno successivo.

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